I Palazzi Ministeriali

Il progetto dei Palazzi Ministeriali di Piazza Skanderbeg inaugurato nel 1932 venne rivisitato dall’architetto Florestano di Fausto sulla base delle varianti precedentemente presentate da Armando Brasini, definendo un’architettura eclettica che riprendeva elementi classici e rinascimentali dell’architettura italiana.

Nonostante le architetture si discostassero molto dallo stile orientaleggiante di Tirana, Florestano di Fausto organizzò il cuore monumentale della cittá in maniera razionale considerando il contesto esistente, rispettando le preesistenze del quartiere del Vecchio Bazar, della Torre dell’orologio e della Moschea di Ethem Beu, memoria storica della cittá.

Il complesso degli edifici ministeriali venne così disposto lungo la linea della Vecchia Moschea, in maniera simmetrica rispetto all’asse longitudinale della piazza. Considerando l’area molto estesa a disposizione, Di Fausto definì una forma ellittica per la piazza, che venne dotata nel 1935 seguendo il progetto di Giulio Bertè, da un escamotage ottico per bilanciare la scala contenuta per gli edifici, correlata a quella della cittá e all’allineamento con l’altezza della Moschea. Si provvide quindi a infossare la parte centrale di 1,5 m in modo da poter conferire maggior risalto agli edifici governativi che la circondavano. La  piazza venne ulteriormente arricchita da un giardino e da una fontana a forma circolare a nord.

Degli undici edifici previsti per la piazza da Di Fausto ne vennero realizzati sette.

Il Ministero dell’Economia ed Istruzione, il Ministero degli Esteri, il Ministero delle Poste e Telegrafi, e la Presidenza erano disposti con una pianta a ferro di cavallo, a esedra, includendo la Moschea di Ethem Beu, mentre dall’atro lato della piazza nella parte a sud, il Ministero dei Lavori Pubblici e il Ministero degli Interni inclinati a 45° rispetto all’asse longitudinale della piazza indirizzavano verso la veduta scenografica dell’asse monumentale principale della cittá: il Boulevard. All’imbocco con quest’ultimo definendone l’inizio sorgevano il Ministero delle Finanze ed il Ministero della Giustizia.

L’unico edificio che venne realizzato a nord della piazza rispetto al piano di Di Fausto, fu la sede che ospitava il Municipio a forma quadrangolare, che venne demolita negli anni ’60 per essere sostituita dal Museo Nazionale della Storia.

Le architetture prodotte si caratterizzano per la qualità architettonica e rappresentativa del nuovo stato di Re Zog, la costruzione è realizzata tramite l’impiego di materiali naturali massivi e opachi, con sistemi costruttivi con tecnica mista di cemento armato e muratura. Nel corso degli anni gli edifici ministeriali hanno subito delle modifiche, sia di tipo distributivo interno che di sopraelevazione ed ampliamento.